20 marzo 2017

Treviso di Arte

bacon treviso

Fino al 1° maggio, Impressionisti e Francis Bacon in mostra

“Per me, il mistero attuale della pittura è come possa essere realizzata l’apparenza delle cose. So che può essere riprodotta in illustrazione. So che può essere fotografata. Ma riuscire a realizzarla vuol dire avere afferrato il mistero dell’esecuzione entro il mistero delle apparenze.”

[Francis Bacon]

È racchiuso in queste parole di Francis Bacon il filo sottile che collega le due mostre in corso a Treviso.

Fino al 1° maggio, la città si fa percorso di arte, ospitando due esposizioni che aprono la strada alla storia dell’arte contemporanea.

Da una parte, gli Impressionisti dall’altra, Francis Bacon.

In entrambi, la volontà di catturare una realtà e imprimerla sulla tela.

 

Nasce nella Francia di metà Ottocento e si sviluppa fino ai primissimi anni del Novecento – segnando un cambio di rotta nella storia arte – l’Impressionismo.

La sua storia è raccontata attraverso i capitoli che compongono la mostra Storie dell’impressionismo. I grandi protagonisti da Monet a Renoir, da Van Gogh a Gauguin, presso il Museo di Santa Caterina a Treviso.

Oltre 100 opere raccolte da tutto il mondo, per un’esposizione che è un percorso didattico, volto a celebrare i 20 anni di Linea d’Ombra, il progetto artistico di livello nazionale e internazionale fondato da Marco Goldin.

 

Artista tra i più controversi del Novecento, Francis Bacon investiga l’universo interiore dell’uomo, analizzando l’introspezione psicologica ed esaminando la condizione umana, per elevarla a metafora della vita.

Da qui questa indagine, ecco che prendono vita i soggetti deformati del pittore irlandese.

Opere attraverso le quali si snoda la mostra Francis Bacon. I confini della mente, presso Casa dei Carraresi a Treviso.

Una mostra che è un viaggio alla ricerca di un senso, nel costante mutamento delle cose e nella difficile definizione del proprio essere.

 

“Mi considero un creatore di immagini […]
Entro appena in queste immagini, come se si fossero calate in me…
Penso sempre a me stesso più come un medium, per accidente o per azzardo, che come un pittore…
Non credo di avere talento, credo di essere solo recettivo.”

[Francis Bacon]