12 giugno 2016

Come servire il vino a tavola

servire il vino

Spesso i dettagli contano molto più di quanto non possa sembrare a prima vista. Esemplare, a questo proposito, è la scelta del bicchiere, che gioca un ruolo fondamentale nella degustazione del vino.

 

Il bicchiere ideale dovrebbe, innanzitutto, avere uno stelo, in modo da consentire a chi degusta di non modificare involontariamente la temperatura del vino con il palmo della mano.

Lo stelo è utile, inoltre, a facilitare la rotazione del bicchiere, così che il vino possa sprigionare al massimo i suoi profumi.

 

E questo è solo l’inizio, perché la scelta del bicchiere più adatto alla degustazione dei vini apre le porte a un novero quasi infinito di possibilità, che contempla l’impiego di vetro o del più pregiato cristallo, magari proveniente dalla Bohemia, regione della Repubblica Ceca.

 

La soluzione più semplice consiste nell’acquistare tre tipi di bicchieri: a stelo per vini fermi, di forma più allungata per vini spumanti (flute), e di dimensioni più piccole per vini liquorosi.

Un ulteriore passaggio consiste nel differenziare i bicchieri per vini fermi rossi e bianchi, che solitamente hanno una capacità inferiore.

Gli appassionati più esigenti, tuttavia, vanno ben oltre, e finiscono per acquistare specifiche forme di bicchiere per ogni tipologia di vino.

 

Per i vini rossi, ci si può limitare a possedere due tipi di bicchieri: per vini giovani e per quelli più invecchiati. Oppure, si può scegliere di possedere un bicchiere studiato per esaltare le peculiari caratteristiche di ciascuna delle più rinomate denominazioni, come Brunello di Montalcino o Chianti Classico.

Lo stesso, ovviamente, vale per vini bianchi e spumanti. A questo proposito, esiste anche un bicchiere di cristallo specificatamente studiato, al fine di apprezzare al meglio il Prosecco Superiore Docg.

 

 

Oltre alla forma del bicchiere, tuttavia, bisogna prestare attenzione anche alla temperatura alla quale vengono serviti i vini.

In linea di massima, i vini più complessi e invecchiati andrebbero serviti a temperature comprese tra i 16 e i 18 °C per i rossi e tra i 12 e i 16 ° per i bianchi, in modo da facilitare l’evaporazione dei composti aromatici nel bicchiere.

Interessante sapere che più elevate temperature di servizio aumentano la sensibilità del nostro palato agli zuccheri, mentre temperature più basse tendono ad esaltare acidità e tannini.

Rossi e bianchi più leggeri, infine, andrebbero degustati a temperature comprese tra i 10 e i 12 °C, mentre gli spumanti necessitano di temperature ancora inferiori (dai 6 ai 10 °C), anche perché il caldo accelera il rilascio di anidride carbonica.

 

 

E non è finita. Oltre a scegliere bicchiere e temperatura più adatta a degustare ciascun vino, è bene ricordare alcuni suggerimenti riguardo all’ordine di servizio a tavola.

Semplificando al massimo, è consigliabile dare la precedenza ai vini secchi rispetto a quelli dolci e ai vini più semplici e giovani rispetto a quelli più invecchiati e complessi.

Ma le eccezioni abbondano: per esempio, esistono vini giovani la cui potenza sovrasta la delicatezza di vini più maturi, spesso con tenore alcolico inferiore – e che, dunque, vanno serviti per ultimi.