10 novembre 2016

San Martino: quando il mosto si tramuta in vino

san martino

A San Martino ogni mosto diventa vino, recita un famoso detto popolare.

Ma quale tradizione si cela dietro questo proverbio?

Cantato anche dal poeta italiano Giosuè Carducci, l’11 novembre, giorno in cui si celebra San Martino di Tours, rappresenta un momento rituale, di passaggio, in quanto proprio in questa data, secondo la tradizione, si concludeva l’anno lavorativo degli agricoltori che, se non avessero visto il loro contratto rinnovato, sarebbero stati costretti a spostarsi e a cambiare cascina. Per questo nel nord dell’Italia è pervenuta fino ai nostri giorni l’espressione “fare San Martino” per indicare un cambio di lavoro o un trasloco.

 

Sempre secondo la cultura popolare, l’11 novembre cade anche la cosiddetta “estate di San Martino”, vale a dire un momento particolarmente gradevole dell’autunno in cui, concluse le prime gelate, si assiste a un ritrovato tepore. La tradizione legata a questa giornata si rifà all’agiografia di San Martino di Tours secondo la quale il cielo di un rigido giorno dell’inverno del 335 si rischiarò dopo che il santo ebbe donato parte del suo mantello ad alcuni mendicanti infreddoliti.

 

Per questo, approfittando delle temperature relativamente alte di questi giorni, l’11 novembre era il giorno prescelto per aprire le botti e fare il primo assaggio del vino nuovo e non era raro sentire per le strade dei borghi “l’aspor odor dei vini” prodotto dal mosto che ribolliva nei tini.