11 maggio 2017

L’arte è “Viva” alla Biennale di Venezia

biennale venezia

«La Biennale si deve qualificare come luogo che ha come metodo, e quasi come ragion d’essere, il libero dialogo tra gli artisti e tra questi e il pubblico.»

Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia.

 

Dimenticate il mutismo del Mosè di Michelangelo o anche solo il silenzio che rimbomba tra le sale di Gallerie e musei.

A Venezia l’arte parla o – meglio ancora – dialoga.

 

La 57^ Esposizione Internazionale d’Arte – evento incastonato nell’universo della Biennale di Venezia e organizzato ogni due anni nella città lagunare – attende i suoi interlocutori dal 13 maggio al 26 novembre 2017.

Titolo e fil rouge della manifestazione è “Viva Arte Viva”: un inno, dunque, alla protagonista dell’esposizione ma anche un monito all’arte stessa che non si vuole statica e intenta solo a farsi ammirare ma, anzi, mobile e parlante.

 

Nei sei mesi d’esposizione, infatti, saranno privilegiate le relazioni tra l’arte e gli artisti con il loro pubblico.

Sedi privilegiate di quest’incontro, nove padiglioni in cui si snoderanno a loro volta nove capitoli o nove famiglie d’artisti: non nove pianeti intenti a orbitare, l’uno lontano dall’altro attorno allo stesso Sole, ma nove voci pronte a comunicare tra loro (non senza contraddizioni).

Nel corso della manifestazione e dei suoi eventi collaterali, incontri, work-shop, progetti e performance renderanno ancor più vivo il dialogo: tra questi, “Tavola Aperta”, dove, nel corso di un pranzo, l’artista incontrerà il pubblico.

 

Dei 120 artisti presenti, ben 103 saranno alla Mostra per la prima volta: ecco un’altra affermazione di quell’arte viva che si vuole celebrare. Un’arte capace di rinnovarsi, rigenerarsi, ricrearsi pur senza interrompere quel ruolo di testimone della storia e dei valori dell’umanità che gli è proprio.