15 maggio 2017

Cina, arte e natura nel Bosco Verticale di Boeri

bosco verticale nanchino

Se Cappuccetto Rosso fosse nata nella Cina (o nella Svizzera, o nell’Italia) di oggi non avrebbe certo affrontato con tanta letizia il bosco per incontrare la nonna.

Già, perché i boschi di oggi non sono più (solo) quelli delle favole. I boschi di oggi, talvolta sfidano le regole di gravità, e i loro alberi si arrampicano su per palazzi che svettano in cielo, come alpinisti ricoperti di foglie.

 

Parliamo di boschi che sono opere d’arte rivoluzionarie e innovative imprese di architettura. Installazioni grandiose, che incantano metropoli e città.

Parliamo dei Boschi Verticali di Stefano Boeri.

 

Dopo Milano (quartiere Porta Nuova) e Losanna, l’architetto italiano celebre in tutto il mondo si appresta a edificare una nuova opera di forestazione urbana a Nanjing (nota anche come Nanchino), capoluogo del Jiangsu, in Cina.

Un nuovo progetto composto da 1.100 alberi e 2.500 piante, che andranno a ricoprire la facciata di due torri (alte rispettivamente 200 e 100 metri, per una superficie totale di 6.000 mq) ubicate nel Jiangbei New District.

 

Il nuovo Bosco Verticale di Nanchino – promosso dal Nanjing Yang Zi State-owned National Investment Group Co.ltd – sarà in grado di produrre giornalmente circa 60 kg di ossigeno e di ridurre annualmente le emissioni di CO2 di quasi 25 tonnellate

La spettacolare installazione vegetale sarà la prima Vertical Forest dell’Asia e sarà completata nel 2018.