27 dicembre 2016

Capodanno nel mondo

capodanno

C’è un conto alla rovescia che dura ventiquattr’ore. È il conto alla rovescia che accoglie il nuovo anno.

A causa dei fusi orari, infatti, quando in Australia brindano al 1° gennaio, gli Stati Uniti si danno l’ultimo buongiorno dell’anno.

È come dire che la Terra trascorre un’intera giornata con gli occhi puntati agli orologi, in attesa della mezzanotte.

 

Diverso, però, l’approccio al nuovo anno, in ogni Paese.

Se a Sydney ci si scatena in party in riva al mare che richiamano l’intera cittadinanza, in Guatemala l’atmosfera è decisamente diversa: scoccata la mezzanotte, si mangiano dodici chicchi d’uva e, per ciascun acino, si esprime un desiderio.

 

In Cile si passa la notte nei cimiteri, dormendo a fianco delle tombe dei propri cari, mentre in Bolivia – per assicurare prosperità agli ospiti – si è soliti mettere una moneta all’interno di una torta: chi la troverà avrà un buon anno.

 

Tornando in Europa, in Germania si usa sgranocchiare frutta – in particolare nocciole, simbolo di buon auspicio – e mascherarsi (proprio come in Italia si fa per Carnevale), in Svizzera, si rovescia un cono gelato per terra e in Belgio si sistema una moneta sotto al piatto di ogni commensale.

In Italia, infine, protagonisti assoluti sono cotechino e lenticchie che – secondo la tradizione – aiuterebbero l’economia di chi le mangia (meglio se a mezzanotte).